Alla fine gli ho detto che avrei fatto delle fotografie.
Mi scocciava perfino arrivare a quel punto. Non ho nessuna voglia di mettermi a sorvegliare un giardino, ma nemmeno di prendermi ogni volta una lamentela per quello che lasciano gli altri.
La sera stessa mi è capitata davanti la scena completa.
Un altro cane, libero in giardino. Si ferma, fa i suoi bisogni e poi si allontana. Nessuno raccoglie niente.
Ho preso il telefono e fotografato il cane, poi quello che aveva lasciato. Stavolta non dovevo spiegare che forse poteva essere stato qualcun altro: l’avevo appena visto.
Ho riguardato le immagini e ho ripensato alla sicurezza con cui, poche ore prima, il padrone di casa mi aveva detto che non era vero.
Ero stata io a lamentarmi del giardino sporco. Io che raccolgo ogni volta. E adesso ero anche quella che doveva documentare la provenienza delle cacche per essere creduta.
Colpevole al guinzaglio
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