Oltre al fastidio oggettivo del rumore, che già sarebbe sufficiente, c’è proprio un senso di disagio nell’ascoltare continuamente una persona adulta rivolgersi in quel modo a un bambino così piccolo.
La mattina è la parte peggiore.
Può iniziare alle sette, alle otto, dipende dai giorni.
Più di una volta mi sono svegliata di soprassalto convinta che fosse successo qualcosa di grave, tanto che mi è capitato di affacciarmi sul balcone per capire se ci fosse bisogno di aiuto.
Poi realizzo che no, è semplicemente la normalità di quella famiglia.
E sinceramente non ne posso più.
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