Vi scrivo per chiedere un consiglio civile, perché conoscendo il mio carattere avrei già preso provvedimenti da tempo. Sto cercando di tollerare, ma sinceramente credo di essere arrivata al limite.
Da qualche mese mi sono trasferita in una nuova casa all’interno di uno stabile diviso in tre unità. In una di queste vive una coppia con un bambino piccolo, che avrà forse tre anni, e da quando sono arrivata ho scoperto che il vero problema non sono i rumori normali della vita quotidiana, ma il modo in cui questa donna si relaziona con il figlio.
Lei urla.
Sempre.
Per qualsiasi cosa.
A qualsiasi ora.
Quando è in cortile riesce a tirare fuori dalla gola delle urla che sembrano uscite da un film horror e, anche quando è dentro casa, si sente perfettamente.
Il bambino, poverino, spesso piange disperato e la cosa che mi colpisce è che lei gli si rivolge quasi esclusivamente con tono di rimprovero, rabbia o esasperazione. A un certo punto mi viene da pensare che, se ogni frase è un urlo, anche il rimprovero perde completamente significato.
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