L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Benvenuta Nel Condominio

Mi sono trasferita da tre settimane nell’appartamento che ho appena acquistato e ristrutturato dopo mesi di lavori, polvere, preventivi, operai che spariscono e crisi nervose varie, quindi sinceramente ero convinta che il peggio fosse finalmente passato.

Illusa.

Perché evidentemente i condomini funzionano come le relazioni tossiche, cambi indirizzo ma il problema ti segue.

Ieri mattina compaiono magicamente cartelli sul portone e dentro l’ascensore dove si invita gentilmente a non trasportare oggetti nell’ascensore stesso, messaggio che casualmente appare proprio mentre noi stiamo ancora sistemando le ultime cose in casa.

Ora, preciso una cosa, non abbiamo trasportato pianoforti, frigoriferi industriali o carcasse di elefanti.

Parliamo di scatoloni e sacchetti, sempre sotto il limite di peso e senza arrecare mezzo danno a nulla.

Ma evidentemente nel palazzo qualcuno ha sviluppato una sensibilità particolare verso il movimento di cartone.

Tra l’altro i lavori sono praticamente finiti, tanto che ho già dato la fine cantiere, semplicemente la ditta non ha ancora rimosso le protezioni a pavimento nelle aree comuni perché ci sono ancora un paio di cose da completare dentro casa.

Ecco un altro VDI:   Il colpevole perfetto

Una roba temporanea.

Normale.

O almeno pensavo fosse normale.

Stamattina invece apro la porta e trovo un bellissimo biglietto attaccato accanto all’ingresso di casa mia.

Elegante.

Passivo aggressivo.

Perfettamente condominiale.

“Una volta terminati i lavori si potrebbe gentilmente rimuovere la passerella dal portone non più necessaria, grazie.”

Così.

Neanche il coraggio di dirlo in faccia.

No.

Il bigliettino.

Come nelle migliori tradizioni della guerra psicologica da pianerottolo.

Lascia una risposta