L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Applausi dal balcone

Con il tempo abbiamo imparato a riconoscerlo, più per gli orari e le abitudini che per l’aspetto.

Vive solo e potrebbe avere cinquanta come settant’anni. Di giorno tiene abbassato il frangivista di bambù e si vede pochissimo. Se dai cortili arriva qualche rumore che lo disturba, parte una sequenza di insulti. Dopo un po’ torna il silenzio.

Di notte, invece, apre.
 
La prima attività è l’acqua.

Esce e rovescia secchiate sul balcone, che sarà grande un metro quadrato. Una, poi un’altra, poi ancora. Può arrivare a sette.

Non ci sono piante.

Io, dal terrazzo, lo sento continuare e penso soprattutto a quelli che abitano sotto. Noi almeno l’acqua non la riceviamo, anche se ormai riconosciamo tutta la procedura.
 
Poi cominciano gli applausi.

Non necessariamente c’è qualcosa da applaudire. Può esserci silenzio e, all’improvviso, si sentono le mani battere, seguite da un “mortacci tua” rivolto non si sa bene a chi.

La prima volta cerchi l’episodio che possa averlo provocato. Le volte successive capisci che puoi anche smettere di cercarlo.

Ecco un altro VDI:   Sessione estiva VS vicina infame

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