I vicini della scala accanto litigano anche quando fanno la stessa cosa: stare a casa. Ieri lei si lamentava perché lui era nel suo appartamento proprio nelle ore in cui c’era anche lei. Io ero nel mio e, a quanto pare, dovevo sentirne parlare.
Lei abita sopra, lui sotto. Io sono vicino a entrambi e ormai conosco dettagli delle loro giornate che non avrei mai chiesto di sapere.
Se lui annaffia le piante, lei commenta che si crede chissà chi. Se le lascia seccare, lo fa per dispetto. Se passeggia in strada controlla il vicinato; se si ferma sul balcone controlla lei.
Tutto viene detto a voce abbastanza alta da raggiungere lui e, già che ci siamo, anche me.
Si occupa pure degli orari della figlia, che chiama “mantenuta” perché si alza alle dieci. Se qualcuno delle due famiglie rientra contemporaneamente a qualcuno dell’altra, anche quella coincidenza merita un commento.
Io sento le chiavi, poi i passi e infine aspetto di sapere quale significato verrà attribuito al rientro.
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