Da qualche giorno Alexa vive nella casa accanto alla mia. Il problema non è lei, poveretta: è l’uomo che cerca disperatamente di parlarle.
Da un lato di casa ho il vicino da incubo prete, completo di campane da incubo. Dall’altro, invece, abita quello tecnologico, un uomo che non compra mai semplicemente qualcosa: acquista un’innovazione destinata a cambiare la storia dell’umanità e poi aspetta che qualcuno gli chieda di raccontarla.
Quando si compra una macchina nuova, per esempio, la parcheggia davanti casa e rimane nei par in attesa che io esca.
“Ma è nuova?”
Non aspetta altro.
Parte immediatamente con una descrizione che comincia dalla progettazione del motore e probabilmente termina con l’infanzia del padre dell’ingegnere che l’ha costruita.
“Questa macchina è fenomenale, non ha niente a che vedere con quelle italiane. Quando l’accendi ti dà il buongiorno, quando la spegni si illumina il sedile, quando giri la chiave si mette in moto, quando viaggia girano le ruote. Se sterzi a destra va a destra, se sterzi a sinistra va a sinistra…”
Il tutto accompagnato da uno sguardo compiaciuto, come se fosse appena rientrato dalla NASA.
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