Fortunatamente, un paio di mesi fa, la persona che viveva al piano di sopra — che per comodità chiameremo B — se n’è andata. E dico fortunatamente con una convinzione che raramente ho provato nella vita, perché certe presenze non sono semplici vicini: sono esperimenti sociali andati male.
Avete presente quelle persone che si lamentano in modo ossessivo di determinate cose, ma poi fanno esattamente le stesse, salvo considerarle legittime solo quando riguardano loro? Quelle per cui il concetto di rispetto è a senso unico, e guai a farglielo notare.
Ecco. Quella persona viveva sopra di me.
Tutto parte dal cortile in comune, condiviso con altri vicini. Inizialmente B parcheggiava lì la macchina, finché non è nato il grande dramma della sua esistenza:
“Eh, tizio e caio mi sporcano la macchina di terra.”
Da quel momento decide che il problema si risolve occupando il mio secondo posto auto. Secondo posto che, per contratto, spetta a me. Siccome io lo utilizzo prevalentemente nei weekend, all’inizio non ho fatto storie: se capitava in settimana, amen. Buon vicinato, flessibilità, vivere e lasciar vivere.
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