È bastato un solo salto, alle undici di sera, per scatenare la temuta scopa dei vicini del piano di sotto.
Io e il mio ragazzo ci siamo trasferiti in un appartamento in pieno centro città, quindi in una zona dove il silenzio assoluto non esiste praticamente mai. Auto, persone, locali e rumori di fondo fanno parte della vita quotidiana, eppure a casa nostra sembra necessario comportarsi come dentro un mausoleo.
Il mio ragazzo esce alle otto del mattino e rientra generalmente tra le diciotto e le venti, a volte anche più tardi. Io lavoro su turni, mai durante la notte, e spesso trascorro comunque buona parte della giornata fuori.
In casa, quindi, normalmente non c’è quasi nessuno.
Abbiamo anche un cane di quaranta chili che soffre di ansia da separazione. Sapendo che avrebbe potuto creare qualche disagio, mi sono rivolta immediatamente a un educatore per aiutarlo ad abituarsi alla nuova casa. Quando capivo che non sarebbe riuscito a restare solo troppo a lungo, facevo venire qualcuno a tenergli compagnia, pur sapendo che durante il giorno i vicini sotto di noi non erano quasi mai presenti.
Questo è il nostro livello di attenzione: durante la notte, quando ci alziamo per andare in bagno, se possibile evitiamo persino di tirare lo sciacquone.
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