Di “vicini in*ami” ne ho avuti parecchi, purtroppo — o per fortuna, dipende da come la si guarda.
Quattro traslochi, quattro tipi diversi di fauna condominiale: dall’appassionato di trapano domenicale al collezionista di cani rumorosi.
Ma c’è un episodio, tra tutti, che ancora oggi — dopo trent’anni — io e mio marito ricordiamo ridendo.
All’epoca vivevamo in un appartamento al primo piano.
Sotto di noi, al piano terra, c’era un miniappartamento abitato da un ragazzo sulla trentina: aria timida, discreta, educato, di quelli che salutano a voce bassa e non alzano mai lo sguardo più del necessario.
Uno di quelli che ti ispira subito fiducia.
E anche un po’ sonno.
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