L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Stretto tra due

Ha cominciato a urlare che io terrei la musica di merda alle cinque del mattino. Falso, perché alle cinque dormo. Poi ha protestato per una chitarra, o forse un pianoforte, che secondo lui suonerebbe continuamente.

La chitarra è vera. Ho anche un basso, ma suono dall’età di quattordici anni e rispetto automaticamente gli orari del quieto vivere. Alle cinque del mattino, comunque, non mi esibisco in assoli degli Slayer.

Infine ha tirato fuori la puzza costante di marijuana. Anche questa accusa era vera soltanto a metà: ne avevo comprata un po’, ma era successo un sabato di almeno un mese prima. Evidentemente l’episodio gli era rimasto nel cuore, o più probabilmente nel naso.

È andato avanti per circa mezz’ora, completamente ubriaco, urlando accuse attraverso il muro. Quella sera da me dormiva anche la mia compagna e, invece di prendercela, abbiamo finito per farci un sacco di risate ascoltando il suo elenco di rimostranze arretrate.

Da quella notte, però, è cambiato qualcosa. Passate le dieci di sera, loro smettono di fare praticamente qualsiasi rumore. Io, da parte mia, continuo a suonare e ad ascoltare musica a volume alto, ma soltanto negli orari consentiti.

Ecco un altro VDI:   Ma che problemi hai?

Resta, ogni tanto, un leggero profumo di Giamaica. Questo lo ammetto.

A questo punto contemplo seriamente la possibilità che, tra il fischiettatore seriale alla mia sinistra e la famiglia festaiola alla mia destra, il vero vicino da incubo possa essere io.

Lascia una risposta