Tre anni fa compro casa.
Novantacinquemila euro, appartamento di circa 93 metri quadri, terzo piano con ascensore, parco privato e, soprattutto, posto auto.
Almeno così pensavo.
Il giorno stesso del rogito vado a vedere casa per iniziare a organizzare la ristrutturazione, entro nel parco e noto subito tutti i posti auto numerati.
Li guardo uno per uno.
Il mio numero non esiste.
Penso che la casa sia rimasta disabitata per anni, magari nel frattempo ognuno si è sistemato un po’ come gli pare, mi dico che ne parlerò con l’amministratore e risolveremo tutto senza problemi.
Nel frattempo noto un’area con le strisce disegnate ma senza alcuna numerazione.
Parcheggio lì.
Tempo dieci secondi e arriva una signora con l’atteggiamento di chi sta difendendo Fort Apache.
«Qui non si parcheggia! Sono due anni che faccio casino per questi posti, io abito al piano terra, ho i bambini piccoli e tutti i gas di scarico entrano in casa, parlate con l’amministratore e trovatevi un altro posto.»
Io la guardo e il primo pensiero è stato uno solo:
“Trent’anni di mutuo… e questi saranno i miei compagni di avventura.”
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