L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Siamo innocenti

Sento i vicini come se ce li avessi seduti in salotto, senza neanche l’imbarazzo di chiedere permesso. Non serve accendere la TV, mettere la musica o fingere di fare rumore con l’aspirapolvere: la loro voce taglia l’aria e trapassa i muri come se fossero fatti di carta velina.
Sono marito e moglie, sulla sessantina, e non si risparmiano niente. Urla, insulti, porte sbattute… ogni discussione sembra l’episodio clou di una telenovela, solo che io non ho scelto di guardarla.

Non bastasse, sono anche profondamente scortesi. Una volta il mio ragazzo non ha accompagnato la porta dell’ascensore — e non perché sia maleducato, ma perché entrambi avevamo le mani occupate da borse della spesa che sembravano uscite da una missione umanitaria. Bene, il signore ha avuto il coraggio di uscire di casa, correre dietro al mio ragazzo e iniziare a sbraitare. Secondo lui, noi siamo “addirittura peggiori degli inquilini di prima”.

Piccolo dettaglio: gli inquilini di prima erano studenti universitari che, a quanto pare, organizzavano feste pre-Covid abbastanza rumorose. Noi, invece, non abbiamo mai invitato nessuno. Durante la pandemia ci siamo limitati a studiare, uscire per le lezioni e passare ore in biblioteca. Ma nella sua versione dei fatti, teniamo la musica a tutto volume ogni giorno, dalla mattina alla sera.

Ecco un altro VDI:   Consapevolezza

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