Abito in campagna, in una casa singola. Ho due vicini, uno a cinquanta metri e uno a circa duecento, e condividiamo tutti lo stesso stradello bianco.
La mia casa è la prima che si incontra, poi c’è quella di un signore tranquillo che vive da solo e infine, in fondo alla strada, quella del VDI.
Il VDI mi tiene il muso da gennaio, da quando non ho potuto spalare la neve perché avevo il Covid e quasi quaranta di febbre.
Da allora i rapporti, già non idilliaci, sono peggiorati.
Il motivo è semplice: lui ha una passione quasi mistica per quello stradello.
Lo cura, lo controlla, lo sistema, ci sparge sabbia e cemento a intervalli regolari e difende ogni granello di ghiaia come se fosse patrimonio dell’UNESCO.
I ragazzi che fanno una sgommata in bicicletta vengono immediatamente rimproverati, compresi i miei figli.
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