Non so da dove iniziare a raccontare la mia vicina da incubo, quindi partirò dalla cenere delle sigarette sul bucato appena steso.
Lei fuma sul balcone e, con una precisione quasi scientifica, riesce a far cadere le cicche proprio sui nostri vestiti. Se si tratta del bucato di mio figlio è ancora meglio, se poi il capo è bianco sembra diventare una sfida personale.
A questo si aggiunge la tovaglia, che viene regolarmente scossa sopra il mio balcone, così oltre alla cenere ricevo anche briciole e avanzi. Praticamente non ho un balcone, ho il punto di raccolta di tutto ciò che lei non vuole più nel proprio.
Quando parla al telefono, poi, non serve origliare. La sentono il palazzo, la strada e probabilmente anche il quartiere accanto. Conosco conversazioni alle quali non avrei mai voluto partecipare e persone che non ho mai incontrato.
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