Questa volta il VDI, almeno in parte, sono io.
Abito da undici anni al secondo piano di un palazzo di cinque, i vicini che confinano con me non li sento quasi mai e, in generale, non sono mai stata particolarmente sensibile ai rumori.
Se partiva una lavatrice a mezzanotte, pace, se c’era una festa che andava avanti fino a tardi, pazienza. Quello di sotto ogni tanto mette la musica a volume da concerto, ma di solito ha anche dei gusti decenti, quindi ho sempre lasciato correre, una sola volta, in estate, verso le dieci di sera, sono andata a lamentarmi perché non riuscivo letteralmente a sentire la televisione.
Poi, a maggio, sono arrivate loro.
Due meticce femmine di due mesi, due CDI adorabili e stronze.
Le prime settimane sono state un inferno, cucciole, pipì, corse, giochi, disastri e io che, senza rendermene davvero conto, ogni tanto finivo per sgridarle a voce troppo alta, anche a mezzanotte o all’una.
Una sera quelli di sopra ne hanno avuto abbastanza e mi hanno urlato di smettere di gridare, e lì, sinceramente, niente da dire, avevano ragione.
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