Negli annunci immobiliari le famiglie si allargano, il lavoro cambia e le esigenze si trasformano. Nessuno scrive mai: “Vendo perché quello di sopra trascina le sedie anche quando è seduto”.
Eppure, leggendo questo gruppo, qualcuno che vorrebbe traslocare per i vicini dovrebbe esserci.
È il pensiero che mi è venuto dopo l’ennesima storia uguale alla mia. Cambiano il palazzo, la città e i protagonisti, ma arriviamo spesso allo stesso punto: una persona stanca che comincia a guardare altre case.
Prima prova a parlare. Poi scrive all’amministratore. Aspetta, insiste, cerca di capire quanto costerebbe isolare una stanza.
Alla fine apre un sito di annunci.
Io ormai li leggo in modo diverso.
“Appartamento silenzioso” mi fa venire voglia di chiedere in quali giorni sia stato verificato. “Zona tranquilla” va bene, ma vorrei sapere anche cosa succede dall’altra parte della parete.
Quando domandi perché il proprietario vende, invece, c’è sempre una spiegazione molto rassicurante.
Magari è vera. Il problema è che non hai modo di sapere cosa manchi al racconto.
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