La scorsa estate è morta la mia cagnolina più piccola. Sono stata malissimo, ho pianto a lungo e ho deciso persino di farla cremare.
Dopo la sua morte sono finite le discussioni sul cortiletto comune, ma ne è iniziata subito un’altra: adesso il cane grande abbaia troppo.
Quando succede, i vicini mi suonano il campanello a lungo. Io spesso non apro. Non perché non senta o non voglia assumermi le mie responsabilità, ma perché non ho più la forza di affrontare l’ennesimo litigio.
Per rendere più semplici le pulizie ho persino rinunciato al prato del mio giardino, sostituendolo con grandi piastrelle di graniglia. Ho eliminato il verde dalla casa in cui vivo da quasi trent’anni pur di raccogliere e lavare tutto meglio, ma sembra che non basti mai.
Adesso non saluto più nessuno e cerco di evitare tutti. So che un cane può sporcare, abbaiare e creare fastidio, e non voglio fingere che ogni lamentela sia priva di motivo. Avrei soltanto voluto che, almeno una volta, qualcuno vedesse anche la persona che stava cercando di gestire tutto da sola.
Invece hanno visto le impronte, le mosche, il prato e il cane.
Le ambulanze no.
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