L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Tra disagio e TSO

I miei vicini sono gente semplice.
Semplice nel senso più puro e incontaminato del termine, quello che non ha bisogno di aggettivi aggiuntivi, perché tanto basta da solo a spiegare tutto.

Durante venti giorni di ristrutturazione interna del mio appartamento — lavori regolarmente dichiarati, autorizzati, comunicati a chiunque avesse un ufficio, un timbro o anche solo una scrivania — riescono nell’impresa notevole di mandarmi: tredici volte i vigili del fuoco, sei volte i carabinieri, due volte la polizia e un numero imprecisato, ormai perso nel caos dei ricordi, di pattuglie della polizia municipale. Il motivo? La loro casa, a detta loro, stava per crollare. Colpa mia. Perché stavo cambiando i pavimenti.

Ogni volta la scena era più o meno la stessa. Arrivavano, salivano, controllavano. Guardavano i soffitti, i muri, scuotevano la testa. Qualcuno sorrideva appena, qualcuno sospirava. Nessuno trovava crepe apocalittiche, nessun segno di cedimenti strutturali. Io mostravo carte, permessi, planimetrie. Loro annuivano, ringraziavano e se ne andavano. E puntualmente, dopo qualche ora, ricominciava tutto da capo.

Ecco un altro VDI:   Eros e Gigi

Lascia una risposta