Ho capito che non sono insofferente solo con i vicini, ma con il genere umano in generale. Altro che tolleranza.
Si parte con le campane del paese che non smettono mai: ogni ora, ogni mezz’ora, rintocchi che spaccano i timpani e che ti fanno chiedere se non siano programmate per rovinare la giornata. La domenica poi, sembra di stare davanti a un campanile da concerto, tra messe, richiami e scampanellate infinite.
Quando finalmente pensi che sia calato un po’ di silenzio, ecco che si mette in moto il cane di fronte a casa. Abbaia a qualsiasi cosa: una macchina che passa, una foglia che cade, perfino all’aria. Parte la mattina e va avanti fino a sera, senza tregua.
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