Credo che il vicino da incubo di mio padre sia io e che, allo stesso tempo, il mio vicino da incubo sia lui.
Ho 21 anni e vivo ancora con i miei, non per scelta ma perché al momento non ho un lavoro stabile che mi permetta di mantenermi da sola.
L’ultimo impiego l’ho terminato ad aprile e mi portava circa 400 euro al mese, mentre dalle mie parti un affitto parte da almeno 300 euro, spese escluse.
Nel frattempo cerco di rendermi utile come posso, faccio volontariato in Croce Rossa, collaboro con un’altra associazione e continuo a cercare lavoro.
Capisco perfettamente i sacrifici che mio padre ha fatto e continua a fare, ma ci sono momenti in cui diventa davvero difficile convivere.
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