L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Mi costringono ad uscire di casa

I miei vicini sono un incrocio perfettamente riuscito tra un cantiere ed un asilo nido che non chiude mai.
Un esperimento sociale andato male, ma purtroppo perfettamente funzionante.

Tutto l’anno, senza distinzione di stagione, giorno della settimana o festività, la colonna sonora è sempre la stessa: rumori molesti continui. Lavori dentro casa fatti a orari creativi, colpi secchi, trascinamenti misteriosi, e poi i bambini.
Bambini che non camminano: marciano. Scalzi, apparentemente, ma con una potenza tale da far pensare a scarpe di cemento armato o tacchi rinforzati. Ogni passo è un colpo, ogni corsa una scossa tellurica.

E quando non camminano, urlano.
Non piangono: urlano.
Non ridono: strillano.

Le cene, poi, sono un capitolo a parte. Non semplici momenti conviviali, ma eventi competitivi, come se ci fosse un premio in denaro per chi urla più forte degli altri. Risate sguaiate, voci sovrapposte, toni che salgono sempre di più, perché evidentemente il concetto di “volume normale” lì dentro è stato abolito per decreto.

Ecco un altro VDI:   La bici ritrovata

Il tutto ogni singolo giorno.
Nessuna pausa.

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