L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Marcello

Non posso dimenticare facilmente l’angoscia di quel periodo… Erano settimane che facevo davvero fatica a dormire. Lei mi aveva lasciato, dopo 3 anni.

Mi aveva lasciato non è neanche esatto: avevo trovato nel suo telefono tracce inequivocabili di in un tradimento che andava avanti da parecchio tempo e mi sentivo uno schifo. La storia era finita male, non mi rassegnavo ad averla persa e cercavo ogni scusa per ricostruire qualcosa. Lei però si era innamorata e ogni mio tentativo era vano. Mi ero piegato e umiliato, pur di cercare di riaprire un qualcosa che a lei non interessava più.

Quella notte non riuscivo a prendere sonno, i pensieri mi tormentavano e mi consumavano letteralmente. Sentivo una “pesantezza” dentro che mi devastava. Dopo un po’, finalmente, riesco ad addormentarmi.

Verso l’una di notte sento provenire dall’appartamento sopra di me un casino assurdo, musica, gente che ridacchia, baldoria infernale.

Non ci voleva… Provo a riprendere sonno, ma non riesco; il rumore è davvero troppo. Vicino al mio comodino ho il telefono, lo prendo e mando un messaggio a Marcello del piano di sopra, chiedendogli di abbassare la musica e i toni: è notte e ho bisogno di dormire.

Ecco un altro VDI:   I peli del cane? Quali?

“ciao Marcello, per favore, cerca di far meno rumore, capisco che hai gente ma non riesco a dormire, scusami”

Poco dopo arriva la risposta di Marcello:

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