L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’ultimo piano

Io credo sinceramente di essere l’unico cretino al mondo ad aver comprato casa all’ultimo piano convinto di aver trovato la pace.
Il silenzio.
La serenità.
Ricordo ancora il venditore dell’appartamento, elegantissimo, sorridente, che mi disse:
“Guardi, il bello dell’ultimo piano è che non ha nessuno sopra la testa.”
E grazie al cazzo.
Il problema è che evidentemente ho TUTTI sotto.
E li sento tutti.
TUTTI.
Io non vivo in un appartamento, vivo dentro un podcast condominiale in Dolby Surround.
Dal piano terra fino al mio soffitto ogni giorno è una diretta continua di Radio Condominio FM.
Abbiamo la bambina del secondo piano che urla dalle sette del mattino con una voce che io posso descrivere solo come:
Gollum dopo tre lattine di Red Bull.
Non parla.
Stride.
Lancia richiami ancestrali.
A volte mi sveglio convinto ci sia un gatto indemoniato incastrato nei termosifoni.
Poi c’è la signora anziana del primo piano, che io in realtà adoro pure, perché ha un cuore d’oro, ma litiga con la badante ogni singola mattina con una costanza militare.
Sempre allo stesso orario.
Sempre lo stesso tono.
Un mix tra italiano, dialetto e bestemmie talmente creative che secondo me l’Accademia della Crusca dovrebbe studiarle.
Io ormai faccio colazione sentendo:
“NO MA TI HO DETTO DI GIRARE LA FRITTATA, NON LA CASA INTERA!”
Seguito da porte sbattute e rumori di stoviglie.
Ma il vero incubo sono i mobili.
I MOBILI.
Non so cosa facciano questi cristiani durante la notte.
Giuro.
Sembra che dalle 23 in poi inizi una gara clandestina chiamata:
“Sposta quel mobile 4”.
Sedie trascinate.
Tavoli spostati in diagonale.
Letti che grattano sul pavimento.
Rumori pesanti tipo armadi trascinati con la rabbia.
Una volta alle due e mezza ho sentito un rumore talmente assurdo che l’unica immagine che mi è venuta in mente è stata:
una nonna in carriola lanciata giù per le scale.

Ecco un altro VDI:   Empatia portami via

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