Quando i VDM che si lamentavano con mia madre: “Tuo figlio corre e urla tutto il giorno, è insopportabile, fallo smettere”, quando io in realtà ero il tipo di bimbo inquietante e posseduto che stava seduto su una sedia a guardare fuori tutto il giorno in silenzio. Perché sì, sapevo parlare, ma in pubblico non spiccicavo una parola, e a casa fino ai dodici anni la mia voce era quasi un fenomeno raro.
Una volta constatato che effettivamente ero alla stregua di un muto e quasi del tutto immobile, la lamentela dei VDM è diventata: “Tuo figlio è sempre chiuso in casa e non si sente mai. Sai, anche il nostro bambino è solo e avrebbe bisogno di un amico, ma tu il tuo non lo fai mai scendere in cortile. Che problema c’è, avete schifo di nostro figlio?”
E lì cominciava il solito teatrino: da un lato mia madre che provava a spiegare con calma che no, non avevamo niente contro il loro bambino, semplicemente io ero così, un piccolo fantasma con le ginocchia sbucciate che preferiva osservare piuttosto che partecipare.
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