Nella mia penosa città la gestione della raccolta differenziata è un incubo senza fine. Da anni non fa altro che peggiorare una situazione già di per sé catastrofica, al punto che ormai sembra più una gara a chi la fa peggio che un servizio pubblico.
Risultato? Si è sviluppata l’arte dell’arrangiarsi, e il lato fantasioso dei vicini infami è cresciuto in maniera esponenziale. Gente che probabilmente di giorno non distingue un bidone dall’altro, ma di notte diventa un Leonardo da Vinci dell’immondizia.
Succede così che nelle notti dedicate alla plastica si vedano le scene più “storiche”. Una delle tecniche più gettonate è quella di infilare qualunque cosa dentro a tre sacchi di plastica, sperando che il camuffamento regga al controllo. Tipo matrioske di schifezze.
Questa volta, però, abbiamo toccato il fondo.
Una lettiera per gatti usata, riversata all’ingresso del nostro portone perché la busta, naturalmente, si è rotta.
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