L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’oboista fantasma

Bologna, novembre 2021.

Nell’appartamento sotto al mio si trasferisce un nuovo inquilino. Nessuno l’ha mai visto davvero, nessuno ha mai capito se fosse un uomo o una donna e in tutto il palazzo si sapeva di lui una sola cosa: suonava l’oboe.

Dalle 8 del mattino fino a mezzanotte. Tutti i giorni.

Il problema non era tanto lo strumento, quanto il repertorio, perché per mesi interi l’unica cosa che si è sentita è stata la stessa identica scala musicale: “Do re mi fa sol la si do, si la sol fa mi re do”, ripetuta all’infinito come una maledizione.

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