Quel campanello è stato sostituito appositamente con un modello abbastanza potente da essere udito a chilometri di distanza. Quando suona, non c’è il rischio di confonderlo con un rumore esterno: lo sentono la casa, il vicinato e probabilmente anche qualche comune limitrofo.
L’infermiera suona una volta. Nessuno apre.
Aspetta e suona di nuovo. Ancora niente.
Continua a premere il pulsante, sempre più insistentemente, mentre il campanello sembra sul punto di sciogliersi e io, al piano di sotto, sento sciogliersi insieme a lui le mie orecchie e la mia pazienza.
Dopo quella che mi è sembrata la quattrocentesima suonata, decido di mettermi una mano sul cuore. L’infermiera è lì per lavorare e non ha alcuna colpa, quindi vado personalmente ad aprirle.
La faccio entrare e lei sale le scale per raggiungere l’appartamento dello Splendido.
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