Ogni mattina, come un rituale puntuale e perverso, il mio vicino si affaccia al nuovo giorno con un concerto degno delle profondità dell’inferno: scatarra. Ma non una cosa leggera, no. Una di quelle scatarre violente, da film horror, cariche di gorgoglii viscerali, come se stesse cercando di espellere l’anima attraverso la gola. Il tutto, ovviamente, con la finestra del bagno spalancata, come a voler condividere questo inno mattutino con il resto del condominio.
E non so se l’abbia fatto apposta, ma la sua finestra dà esattamente sulle chiostrine che si affacciano su tutte le nostre case. Ogni colpo di tosse amplificato, ogni raschiamento di gola risuona e si propaga come un’eco maledetta tra le pareti del palazzo.
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mauro
succede anche a bali, dobbiamo lasciare casa per via dello SCATARRATORE FOLLE che vive qua di fianco. saluti!!!!!!!!!!!!