L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’intercapedine maledetta

All’inizio ho cercato di resistere. In caserma si convive, ognuno ha le proprie abitudini e non puoi pretendere che tutti ascoltino la musica che piace a te. Mi sono messo le cuffie, ma il basso arrivava comunque attraverso il pavimento. Ho chiuso la porta del bagno e non è cambiato niente. Ho infilato la testa sotto il cuscino e continuavo a sentire quel pover’uomo cantare di una donna che lo aveva lasciato, probabilmente proprio perché metteva la musica a quel volume.

Dopo quasi mezz’ora sono sceso.

Il collega era ancora in bagno, il telefono appoggiato da qualche parte e la musica sparata al massimo. Ho bussato alla porta.

“Compare, puoi abbassare un po’?”

“Perché, si sente?”

Ho guardato il soffitto, poi la porta.

“Si sente talmente bene che sopra stiamo imparando il testo.”

“Ah, è l’intercapedine.”

Lo ha detto come se la colpa fosse dell’edificio e non del telefono impostato al volume di un comizio.

“Sì, sarà pure l’intercapedine, ma magari abbassa.”

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“Va bene, va bene.”

Sono tornato sopra e per qualche minuto c’è stato silenzio. Ho pensato di aver risolto la questione in modo semplice, civile e persino amichevole. Nessuna lite, nessuna minaccia, nessun superiore coinvolto. Due colleghi adulti che si parlano e trovano un compromesso.

La sera successiva è ricominciato tutto.

Stessa camerata, stesso cesso e probabilmente la stessa storia d’amore finita male. Stavolta ho aspettato dieci minuti, poi gli ho scritto:

“Oh, si sente di nuovo tutto sopra. Puoi abbassare?”

Mi ha risposto con un pollice alzato. Il volume è calato per circa una canzone, poi è tornato esattamente come prima.

Il terzo giorno gliel’ho detto di persona.

“Guarda che io ho la branda proprio sopra. Quando metti la musica nel cesso sembra di avere il cantante dentro l’armadietto.”

“Ma a me piace ascoltarla mentre mi lavo.”

“Puoi ascoltarla. Non serve condividerla con tutta la verticale della caserma.”

Ha riso, mi ha detto che ero esagerato e per due sere non ha messo nulla. Pensavo avesse finalmente capito.

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Ovviamente stava soltanto preparando la risposta.

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