L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’incompetente con la Smart

Abitiamo in una strada privata a doppio senso, ma davvero stretta: due macchine ci passano solo se una delle due ha la grazia di accostarsi e stringere lo specchietto. Quindi vige la regola non scritta del buon senso: chi sta uscendo ha la precedenza, chi entra aspetta. Così si evita di fare manovre infinite e di restare incastrati come in un puzzle.

Un giorno, però, arriva lei. La “signora del garage”. Elegantissima, smart fiammante, occhiali da sole anche se piove, e soprattutto zero capacità di manovra in retromarcia. Io sono già col muso fuori, praticamente con il paraurti che sfiora i paletti del cancello d’uscita. Lei invece arriva decisa, come se stesse sfilando in passerella, e pretende di entrare immediatamente.

Scende il finestrino, mi guarda e parte con l’invettiva: “Deve fare retromarcia, io devo andare in garage!”. Io cerco di spiegarle che sono già in uscita, che la strada è stretta e che per farmi indietro dovrei fare trenta metri a marcia indietro, rischiando di rigare la macchina sulle siepi.

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