La mia famiglia è composta da quattro persone, io, mio marito, mio figlio adolescente e mio suocero che ha superato gli ottant’anni e che ormai vorrebbe solo un po’ di tranquillità dopo una vita intera passata a lavorare.
Viviamo al penultimo piano di un condominio con tredici famiglie e siamo sempre stati persone tranquille, di quelle che cercano di rispettare tutti, evitare discussioni inutili e convivere civilmente.
Peccato che sopra di noi viva una famiglia che evidentemente considera il vicinato una prova di sopravvivenza.
I problemi sono iniziati praticamente subito.
Sul mio balcone interno succedeva di tutto, lenzuola stese così lunghe da arrivare quasi sulla mia ringhiera, tappeti sporchi lasciati fuori che poi il vento faceva precipitare da noi, sigarette fumate sul balcone con le cicche che finivano sul mio bucato o direttamente sul pavimento di casa mia.
Una volta mi hanno pure bucato un lenzuolo.
E poi le tovaglie, sbattute ogni giorno dal balcone come se sotto non abitasse nessuno, con briciole, bucce di frutta, noccioli e qualunque altra cosa che puntualmente finiva da me e che ovviamente raccoglievo io.
L’ultima volta sinceramente ho perso la pazienza.
Ho raccolto tutto, sono salita da loro, ho aperto la porta e ho rovesciato ogni cosa nel loro ingresso dicendo soltanto:
“Questa è vostra?”
Poi me ne sono andata prima ancora di sentire la risposta.
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