Sono rimasta immobile, cercando di capire cosa fare. Quelle non sembravano più le solite urla di una lite, ma una richiesta d’aiuto, quindi stavo valutando seriamente di prendere il telefono e chiamare qualcuno.
Nel dubbio sono uscita sul balcone, anche per capire meglio da quale stanza arrivassero i rumori. Da lì ho visto il compagno: era da solo in un’altra stanza, lontano da lei, mentre le urla continuavano dalla cucina.
Quello che vedevo non coincideva affatto con la scena suggerita dalle sue parole. Non posso sapere cosa fosse accaduto nei minuti precedenti, ma in quel momento lui non era vicino a lei e non sembrava trattenerla.
La mia impressione è stata che stesse mettendo in scena almeno una parte della situazione. E questa possibilità mi ha lasciata ancora più sconvolta del rumore.
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