Ho sempre vissuto in condominio e sinceramente pensavo di aver già visto qualsiasi forma possibile di follia umana, tra liti infinite, cause, urla nelle assemblee e gente che si odiava da decenni per motivi che nessuno ricordava più, però ero piccola e molte cose ormai le ricordo come un trauma confuso.

Adesso invece vivo da sei mesi in questo nuovo palazzo e credo sinceramente di essere finita dentro una specie di esperimento sociale fatto malissimo.

Il condominio ha due scale comunicanti e il problema principale è che non si capisce MAI da dove arrivino i rumori, senti trapani, martellate, mobili trascinati, porte sbattute, urla, gente che parla a volumi disumani, ma ogni volta sembra provenire da un punto diverso del palazzo, quindi vivi costantemente nel dubbio e nella paranoia.

La cosa più assurda sono gli orari, perché qui evidentemente il concetto di notte è puramente decorativo.

Alle 4:06 del mattino, non le quattro precise, non le quattro e dieci, proprio le 4:06, parte il trapano.

Sempre.

Io ormai quando vedo le 4:05 sull’orologio entro direttamente in uno stato d’ansia preventiva perché so già cosa sta per succedere.

E poi ci sono le voci.

Ragazzi, le VOCI.

C’è gente che parla come se dovesse sovrastare un elicottero in atterraggio, ogni conversazione sembra un litigio da stadio, ogni telefonata pare un comizio politico, non esiste il concetto di tono normale.

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Luca

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