Il mio vicino vive accanto a me da trent’anni e ormai credo abbia trovato nella pensione una nuova vocazione, perseguitare il vicinato.
Oggi mi ha chiamato per dirmi che, se sentirà ancora provenire da casa mia “quei rumori insopportabili”, mi denuncerà ai carabinieri.
Di nuovo.
Alla mia domanda su quali rumori stesse parlando, con tono serissimo mi spiega che ieri pomeriggio, alle quattro, sentiva delle risate provenire da casa mia.
Risate.
Preciso che non viviamo in due appartamenti attaccati da un muro di cartongesso, ma in due villette separate pure da un giardino.
Evidentemente però, nella sua personale concezione della quiete pubblica, ridere nel pomeriggio è diventato un comportamento sovversivo.
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