Qualche tempo fa avevo raccontato la storia della mia vicina e della mia famigerata antenna 7G. Visto che in questi giorni state pubblicando gli sviluppi di vecchie storie, eccomi con il seguito.
Per chi se la fosse persa, faccio un riassunto.
La mia vicina ha un’abitudine curiosa: raccoglie la cacca del suo cane e la lancia nel mio giardino. Io il cane non ce l’ho e, nonostante gliene abbia parlato più volte, lei ha sempre negato tutto, dando la colpa a fantomatici cani randagi.
Così, sapendo che ha idee piuttosto particolari, ho deciso di farle uno scherzo.
Con una vecchia antenna TV, qualche pezzo di cavo e un po’ di alluminio ho costruito una finta antenna “7G”, piazzandola vicino al confine tra i nostri giardini. Per rendere il tutto più credibile ho perfino cambiato il nome della mia rete Wi-Fi in “7G”.
Quando mi ha chiesto cosa fosse quell’affare, le ho raccontato che stavamo sperimentando una nuova tecnologia americana, segretissima, capace di scaricare un film in pochi secondi e che io, essendo ingegnere informatico, facevo parte del team che ne studiava gli effetti.
Lei mi ha guardato malissimo.
Il giorno dopo ho deciso di peggiorare la situazione.
Sono andato al supermercato, ho comprato una quaglia già spennata e l’ho legata all’antenna.
Quando la vicina è uscita a stendere i panni ho indicato la quaglia e ho detto ad alta voce:
“Cavolo… quello era il piccione che ieri sera si era posato sull’antenna.”
Lei ha guardato meglio, ha visto il volatile, ha urlato come se avesse visto un fantasma ed è rientrata in casa chiudendo persiane e finestre.
Io e mio figlio ci siamo chiusi dentro per non farci sentire ridere.
Pensavo fosse finita lì.
Mi sbagliavo.
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