L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’ANTENNA 7G

Visto che da qualche giorno state pubblicando un po’ di storie sugli sviluppi di quelle pubblicate in passato, non resisto e vi scrivo. Faccio un riassunto della puntata precedente, per chi se la fosse persa.
La situazione è assurda: vivo di fianco a una vicina che da sempre, fa dispetti di ogni genere solo per il “gusto di fare dispetti”. I nostri giardini confinano e una delle cose più simpatiche, è prendere la cacca del suo cane e gettarla oltre la siepe, dentro il mio giardino. La cosa è abbastanza fastidiosa anche perché io non ho un cane e non riesco a capire il motivo di questo comportamento. Ovviamente ci ho parlato più volte, è una donna attorno ai 55 anni, colta e a primo impatto molto ragionevole, lei però nega, attribuendo lo scagazzamento nel mio giardino a qualche cane randagio (l’avevo premesso che la situazione è assurda). Bene, un po’ stanco e sapendo che la vicina ha idee un po’ particolari, ho deciso di farle uno scherzetto. Nel mio giardino c’è un palo in legno che tanti anni fa, serviva da punto luce essendo sormontato da due fari che illuminavano la mia zona la sua. Ho preso una vecchia antenna TV, un po’ di cavo elettrico, dei fogli di alluminio e ho creato una bellissima antenna 7G proprio in prossimità del confine/cancello della vicina.

Ho cambiato la SSID del mio Wi-Fi rinominandola “7G”
Passa solo qualche ora e la vicina mi vede in giardino. Ne approfitta subito per chiedermi:
“a cosa serve quella roba?”
Io le faccio credere che si tratti di una nuovissima tecnologia americana, capace di rendere le connessioni velocissime, pochi millesimi di secondo per scaricare interi film… Ovviamente si tratta di una tecnologia non ancora arrivata in Italia e al momento “segreta”. Lei sa che sono un ingegnere informatico e le faccio credere che sto studiando questa super antenna con il mio team per valutare gli eventuali effetti collaterali sulla salute umana.

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“e proprio qui la devi provare?” Mi dice con faccia a metà strada tra la preoccupazione e il disgusto.
Rispondo sorridendo: “tranquilla, siamo scienziati, devi fidarti di noi”
Mentre se ne va, si gira e dice qualcosa d’incomprensibile ma quasi sicuramente finisce con “ulo”
Forse è stata proprio quella risposta, ma il mio scherzetto è diventato ancor più bastardo.

Decido di andare al supermercato e compro una quaglia confezionata (quelle spelate, senza testa, senza interiora). La vedo uscire per andare al lavoro, a quel punto prendo la scala e attacco la quaglia alla mia antenna 7G! Rientra nel pomeriggio, la vedo che stende i panni. Esco e so che appena metto il naso fuori i suoi occhi controllano ogni minimo movimento.
Indico la quaglia e a voce alta dico:
“Cavolo, quello era il piccione che ieri sera si è posato sull’antenna!”
Lei si affaccia per guardare meglio, poi guarda verso l’antenna e vede l’ex pennuto.
Emette una grande urlo “ahhhhhhhhh noooooooo oddiooooooooo” e scappa dentro casa continuando a urlare e chiudendo le persiane.

A quel punto torno dentro casa e comincio a ridere, insieme a mio figlio 16enne che in questa cosa è stato mio complice. Non dobbiamo farci sentire ridere….
Qui si interrompe la storia che avevo mandato. I giorni seguenti non ho visto la vicina. Persiane chiuse. Pensavo che la cosa fosse finita lì, invece comincio ad avere il sospetto che se ne sia andata.
Passa una settimana circa e mi ritrovo una pattuglia della Polizia Municipale davanti a casa. Mi chiedono se possono vedere il mio giardino per un “controllo ambientale” in quanto è stata denunciata una violazione del piano urbanistico. Per un nanosecondo mi preoccupo, ma poi comincio a “ridere dentro” quando noto la vicina che prova a introdursi nella mia proprietà dietro i due vigili. La guardo e le dico che lei non può entrare (a mio parere non possono entrare neanche i vigili, ma non dico niente e faccio strada senza il minimo problema).
La vicina rimane fuori dal cancello e mi dice sprezzante: “io non sarei entrata comunque”. Il tempo di fare 2 passi per accompagnare i vigili nel giardino che la vedo nel suo intenta a controllare la situazione (penso che si è spostata con una velocità che Flash Gordon, spostati).
Appena arriviamo in prossimità della mia antenna 7G, i due vigili cominciano a guardarla con sospetto (adesso mi sento davvero male, hanno mandato i 2 più imbecilli della compagnia). Mentre questi scrutano il mio palo la vicina urla vicino al cancello urla:
“C’era un piccione fritto che è rimasto attaccato a quell’affare”.
Rientra in casa, poi si affaccia, poi fa un giro, poi rientra e ripete la cosa un’infinità di volte, sembra uno di quei topolini nervosi nella gabbia nuova.
A quel punto però, scopro le carte e faccio vedere ai vigili che in realtà è tutto finto, i cavi di rame non portano da nessuna parte, mi giustifico dicendo che è un gioco per mio figlio (ehm, ha 16 anni, non reggeva molto come cosa), ma loro la bevono.
Ridacchiano un po’ e fanno qualche battuta, anche se non ho ancora capito se abbiano realmente compreso COSA sono venuti a controllare.
La vicina continua a entrare e uscire da casa sua; non credo abbia sentito tutto quello che ho raccontato ai vigili
Comunque tutto è bene quel che finisce bene… Quando li ringrazio per il loro prezioso contributo nel far rispettare la legge e il mantenimento degli elevati standard qualitativi del nostro Comune, chiedo loro se è prassi andare a fare controlli come questo e loro mi rispondono che sono autorizzati ad accertare eventuali abusi edilizi in aree private.
A quel punto esclamo:
“Come quello?”
Indico il patio in legno e muratura che la mia vicina ha costruito diversi anni fa, nel suo giardino (che ci crediate o no, non avevo assolutamente premeditato la cosa: mi è uscita spontanea).

Ecco un altro VDI:   Breve ma intensa

Vedo le due guardine perplesse, tirano fuori un telefono e cominciano a fare un po’ di foto, poi si affrettano a salutarmi e se ne vanno.
Lei torna fuori qualche minuto dopo con un mezzo ghigno:
“La devi togliere, immagino”
Io le rispondo:
“No, no, non devo togliere niente…. Può darsi che sia tu a dover togliere qualcosa: ma mi auguro per te che il patio sia in regola”.

Il suo ghigno sparisce e lei rientra in casa per l’ennesima volta, senza dire una parola.
Ora, non so cosa succederà, non so neanche se il patio della mia vicina sia in regola, oppure no, ma se così non dovesse essere, ringrazierò sempre i super poteri della mia fantastica antenna 7G

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