Da quattro anni a casa dei miei succede sempre la stessa scena: appena il cielo decide di metterci un po’ di impegno e scatenare un temporale serio, in salotto compare un piccolo lago domestico. Non una gocciolina, non una macchiolina: proprio un secchio d’acqua, sempre nello stesso punto, come se qualcuno ci avesse svuotato dentro una brocca.
Il bello – si fa per dire – è che tutto è iniziato esattamente quando i vicini del piano sopra hanno fatto sostituire la canna fumaria. Loro hanno il camino, i miei no. Noi non abbiamo chiesto niente, non abbiamo toccato niente, eppure da allora sembra che la casa abbia deciso di diventare un acquario a intermittenza.
Negli anni ci siamo rivolti più volte alla vicina direttamente coinvolta nei lavori, quella il cui genero ha eseguito il “capolavoro”. Ogni volta, stessa storia: lei scuote la testa compunta, dice che ne parlerà, che vedranno, che hanno già sistemato. Una volta, miracolosamente, per quasi un anno l’allagamento non si è più ripresentato. Abbiamo pensato: “Ok, finalmente risolto”. Illusi. Prima o poi è arrivato un temporale più ostinato… e col temporale di nuovo acqua in sala.
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