L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La vicina modello

La mia vicina è una donna semplice, praticamente il modello perfetto di vicinato partecipativo, una di quelle persone così profondamente interessate alla vita degli altri da non riuscire fisicamente a staccarsi dalla finestra ogni volta che qualcuno passa sotto casa, esce in balcone, entra in giardino o semplicemente rientra con le buste della spesa.

Una presenza costante, quasi rassicurante ormai.

Se torno a casa lei c’è, se apro le finestre sento immediatamente il leggero movimento della tenda, se esco sul balcone dopo pochi secondi compare una sagoma dietro il vetro.

Ripeto, la classica vicina che tutti sognano di avere.

Il problema è che poi capita di coglierla sul fatto e lì la situazione diventa meravigliosa, perché questa donna ogni volta cerca inutilmente di nascondersi dietro la sua tenda semitrasparente convinta probabilmente di diventare invisibile solo restando immobile, esattamente come la gente nei film quando compare il T-Rex e tutti pensano che basti non muoversi per salvarsi la vita.

Ecco un altro VDI:   Scenate che costano circa 100 mila euro

E io la vedo benissimo, la vedo irrigidirsi, smettere quasi di respirare e restare ferma dietro il tessuto con quell’aria da agente segreto colto in flagrante.

Un genio assoluto.

Il bello però arriva di notte, perché tempo fa, durante una di quelle sere estive dove fuori sembra tutto immobile e si sente perfino una forchetta cadere due palazzi più in là, la sento parlare animatamente al telefono sul balcone col figlio, quello che guarda caso appena compiuti diciotto anni è scappato via con il primo lavoro disponibile e si è accasato altrove alla velocità della luce.

E lì parte il comizio.

“Certa gente fa uso di strane cose profumate, certi vicini stanno svegli fino a tardi con la televisione.”

Ovviamente parlava di me.

Lascia una risposta