Il giorno successivo la signora cominciò a raccontare peste e corna sia di me sia del ragazzo che viveva nell’altro appartamento.
La coppia che abitava sul nostro stesso piano rimase sorpresa:
“Ma perché, i ragazzi ci sono? Noi non li sentiamo mai e pensavamo che fossero quasi sempre fuori.”
Anche gli altri condomini le fecero notare che il problema derivava dalla disposizione che lei stessa aveva voluto. Noi vivevamo in monolocali di circa cinquanta metri quadrati e non potevamo certo smettere completamente di camminare, mentre lei aveva una casa grande quasi il doppio e aveva scelto consapevolmente di spostare la camera sotto gli appartamenti superiori.
Dopo di me arrivarono altri inquilini. Naturalmente, secondo lei, erano tutti insopportabili e rumorosi.
Questa volta, però, nessuno diede peso alle sue lamentele. Evidentemente nel condominio avevano ormai capito che, se riusciva a sentire i tacchi di quattro persone scalze, il problema forse non erano gli inquilini del piano di sopra.
Alla fine ha messo la casa in vendita.
Ha cambiato tutti i vicini possibili, poi ha scoperto che l’unica persona rimasta sempre nello stesso appartamento era lei.
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