La vicina infame… ebbene sì, è mia figlia di 4 anni!
Oggi verso le 12:30, proprio quando la digestione avrebbe chiesto solo un po’ di pace, parte il concerto improvvisato: il rombo del tagliasiepi. Non è esattamente l’orario più elegante per mettersi a fare giardinaggio acustico, ma che fai? Ti lamenti? No, ti dici: “Va be’, finirà presto, al massimo un quarto d’ora e siamo salvi.”
Eh, no! Perché dopo due minuti scatta la protesta interna: mia figlia, mani ben piantate sulle orecchie, inizia a urlare: «Mamma, c’è rumore!». E da lì un crescendo: il tagliasiepi che fa zzzz, lei che fa «Aaaah!» e io in mezzo che penso di aver trovato il perfetto remake casalingo di un rave agricolo. Dopo un quarto d’ora di questa combo micidiale, mi arrendo: la prendo e la porto sul terrazzo. L’idea era semplice — mostrale la fonte del fastidio e magari la curiosità le farà passare il tormento.
Ci affacciamo: sotto, la vicina che viene solo nei weekend, una persona davvero gentile, stava raccogliendo le foglie della sua siepe con il sorriso di chi si dedica al proprio verde con passione. Appena ci vede, ci regala un saluto solare, di quelli che quasi ti fanno dimenticare il rumore. E lì, proprio in quel momento, mia figlia decide di fare il suo debutto da vicina infame: «Fai confusione!», le urla senza esitazione. Io gelata, in preda al panico: per fortuna non parla ancora chiarissimo e spero che sia suonato più come un mugugno incomprensibile che come un’accusa.
Pagine: 12
Lascia una risposta