La sera arrivava anche il messaggio su WhatsApp.
“Se hai bisogno, chiamami. A qualsiasi ora.”
Lo scriveva soprattutto quando sapeva che mio marito era al lavoro. Io la ringraziavo e magari pensavo di non volerla disturbare mai nel cuore della notte, ma sapere di poterlo fare mi tranquillizzava.
Non dovevo organizzare nulla o chiedere in anticipo. Se fosse servito aiuto, dall’altra parte c’era lei.
Con il tempo ho smesso di considerarle soltanto frasi gentili. Era presente nelle piccole cose, si ricordava quello che mi piaceva, si informava su come stavo e poi tornava a chiedermelo il giorno dopo.
Non mi faceva pesare niente. E io, che per educazione continuavo a dire di non aver bisogno, mi ritrovavo ad aspettare con piacere i suoi messaggi.
Quando è nato il bambino, pensavo che tutte quelle premure si sarebbero concentrate su di lui.
Naturalmente lo riempie di regali. Ma non si è dimenticata di me e nemmeno di mio marito. Continua a chiedere, a pensare anche a noi, ad avere qualcosa da offrirci.
La vicina di scorta
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