Mi irrigidisco. Aspetto di capire se mio figlio si sveglierà e intanto mi sale una rabbia che faccio sempre più fatica a tenere sotto controllo.
Poco fa le ho urlato di smetterla. Dopo mi sono sentita ancora agitata, perché non voglio passare le giornate a gridare dal piano di sotto e non voglio un altro confronto come quello avuto durante la gravidanza.
Quando dico che ormai può mandarmi chi vuole, lo dico per rabbia. In realtà vorrei non dover più pensare alla possibilità che qualcuno venga alla mia porta per una richiesta di silenzio.
Vorrei poter essere stanca, mettere a letto mio figlio e riposare anch’io, senza prepararmi ogni volta a una discussione.
Ho smesso di urlare e sono tornata vicino al lettino.
Lui dormiva ancora. Sono rimasta lì qualche minuto, cercando di calmarmi, mentre dal piano di sopra arrivavano altri passi.
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