Le ho spiegato che ero seduta a giocare e che, oltretutto, avevo appena cambiato tutti i feltrini.
Non sembrava interessata. Ha borbottato che ero falsa, è tornata di sotto e ha sbattuto la porta. Subito dopo sono ricominciati i trascinamenti.
Ho rimesso le cuffie.
Più tardi sono andata in cucina a preparare il sugo. Mentre facevo il soffritto, dal piano di sotto è arrivato finalmente il silenzio.
Stavo quasi per apprezzarlo quando ha suonato di nuovo.
Ancora lei. Ancora le sedie.
Ho provato a risponderle, poi mi sono ricordata della pentola sul fuoco e sono corsa a spegnere il gas. Mi ero distratta abbastanza da rischiare di bruciare tutto.
Quando mi sono girata, la vicina non era più sulla soglia.
Era in sala da pranzo e trascinava una sedia sul pavimento, intenta a verificare quanto rumore facesse.
Lì ho perso la pazienza.
Io le stavo spiegando che non muovevo le sedie. Lei era entrata senza essere invitata e stava muovendo le mie per dimostrare che potevo muoverle.
Le ho detto di uscire e che, se non lo avesse fatto, avrei chiamato la polizia.
Lascia una risposta