Su questa piazzetta si affacciano diverse case e appartamenti, non è un cortile chiuso dove bene o male ci si arrangia tra vicini, è proprio una piazza dove ogni rumore rimbalza ovunque e tutti sentono tutto.
In uno degli appartamenti al piano terra stanno facendo dei lavori di ristrutturazione e fin qui nulla di strano, il problema è che oltre agli operai partecipano pure parenti, amici, mogli, figli, nonne e probabilmente mancavano solo i cugini di terzo grado per completare il festival.
Lavorano senza orari, col martelletto acceso alle sette del mattino come dopo cena, mentre attorno gira continuamente gente che parla, urla, ride e commenta qualsiasi cosa come se fosse un evento pubblico.
I bambini sinceramente sono il problema minore, due pallonate e qualche corsa le sopporta chiunque.
Sono gli adulti a essere insostenibili.
Gente che urla da una parte all’altra della piazza per parlare con qualcuno distante tre metri, discussioni continue, risate sguaiate e quel caos costante da sagra improvvisata.
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