L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La nuova pompa di calore

Due villette autonome e separate. Ci siamo trasferiti due anni e mezzo fa, con quell’entusiasmo prudente che accompagna sempre i nuovi inizi: scatoloni ancora da svuotare, l’odore della pittura fresca, la sensazione di aver finalmente trovato un posto “nostro”.

Mai avuto modo di incrociare i vicini con cui condividiamo due lati di giardino. Neanche un saluto, nemmeno quel cenno automatico del capo che si scambia con gli sconosciuti per pura educazione. Loro sono spesso via, e quando ci sono lui — il vicino — sembra avere una strana predilezione per tagliare l’erba quando piove. Lo fa con una concentrazione ostinata, lo sguardo fisso davanti a sé, come se il mondo intorno non esistesse o non meritasse attenzione. Non alza mai la testa. Le occasioni quindi scarseggiano, e col tempo ho smesso persino di farci caso.

In fondo ho sempre apprezzato questa situazione. Nessuna confidenza forzata, nessun buongiorno di circostanza, nessuna invasione reciproca. Una convivenza silenziosa, ordinata, quasi ideale.

Ecco un altro VDI:   La siepe lato ovest mi sembra più bassa.

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