L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La musica trap a tutto volume

Pensavo che, dopo 26 anni passati a vivere in due appartamenti diversi — uno peggio dell’altro — avessi finalmente trovato la pace. Una di quelle paci vere, non temporanee, non illusorie. Quando io e la mia compagna abbiamo deciso di trasferirci in una villetta in campagna, sembrava davvero la fine di un’epoca e l’inizio di qualcosa di completamente diverso.

E, per molti aspetti, lo è stato.

Le auto passano a centinaia di metri dall’abitazione, così lontane da diventare quasi un concetto astratto più che un rumore reale. La macchina parcheggiata davanti alla porta di casa, sempre lì, sempre disponibile, senza più dover girare per mezz’ora sotto la pioggia alla ricerca di un posto improbabile. Intorno solo case distanti, silenzio diffuso, aria aperta.

I suoni sono quelli “giusti”: qualche cane che abbaia in lontananza, i galli che cantano al mattino, i passerotti che cinguettano tra gli alberi. Di notte, addirittura, si sentono i gufi e le civette. Una colonna sonora naturale, quasi rilassante. Lo stress cittadino, il caos, i clacson, i vicini molesti… tutto sembrava finalmente un ricordo lontano.

Ecco un altro VDI:   Quella simpaticona della vicina

Se non fosse per un dettaglio.

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