Questa è una storia che non ho vissuto direttamente, ma che mi è stata raccontata da mio padre e che, purtroppo, non ha nulla di divertente.
Anni prima che nascessi, i miei genitori acquistarono la casa in cui viviamo ancora oggi, una villetta con giardino in una via privata. Con loro si trasferirono anche la gatta e il cane, che consideravano parte della famiglia.
Per circa un anno andò tutto bene, poi iniziò qualcosa di strano.
Sul telefono fisso cominciarono ad arrivare decine di chiamate anonime ogni giorno. Dall’altra parte non parlava nessuno, si sentiva soltanto un respiro oppure musica classica. Se i miei non rispondevano, la segreteria si riempiva di registrazioni della stessa musica lasciate una dopo l’altra.
Mio padre, che è un musicista, iniziò a pensare che non potesse essere una coincidenza e che probabilmente chi lo tormentava lo conoscesse.
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