Un giorno stavo lavando il pavimento del balcone e un po’ d’acqua è scesa al piano inferiore.
Apriti cielo.
La vicina ha iniziato a urlare e bestemmiare come se le avessi rovesciato addosso un’autobotte. Sentendola sbraitare, sono scesa per chiederle con calma che cosa fosse successo e perché stesse facendo tutto quel casino.
Mi ha affrontata in maniera aggressiva, accusandomi di averle bagnato il balcone e di avere persino il coraggio di domandarle perché fosse arrabbiata.
A quel punto, dopo quasi sei anni di odori, sacchi abbandonati e lettiere lasciate all’aria aperta, la mia pazienza è finita. Se ne è andata insieme all’acqua sporca.
Le ho fatto notare che, se lei era abituata a vivere nella sporcizia, non poteva pretendere che tutti gli altri facessero lo stesso. Prima di aggredirmi per qualche goccia d’acqua, avrebbe potuto avere la decenza di pulire il proprio balcone, cambiare la lettiera del gatto e portare finalmente l’immondizia nei cassonetti.
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