L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La Curiosità Spezza Il Braccio

Ed eccomi qui, di nuovo, a raccontarvi le mirabolanti avventure della vecchia malefica, perché quando pensi di aver raggiunto il fondo con una vicina che passa il tempo a spiare casa tua, commentare le tue abitudini e persino preoccuparsi preventivamente della tua bolletta della luce, scopri che esiste sempre un livello successivo.

Eravamo rimasti a lei che mi “consigliava” di non mettere tutte quelle luci natalizie, perché secondo i suoi calcoli, che nessuno aveva richiesto, avrei ricevuto una bolletta della luce troppo alta, il tutto detto con quella premura tipica di chi non sa farsi gli affari propri ma vuole farti credere che lo fa per il tuo bene.

La visuale sul mio giardino è parzialmente oscurata dai teli ombreggianti, cosa che per una persona normale rappresenterebbe un dettaglio irrilevante, per lei invece è una tragedia personale, perché significa non poter vedere chiaramente cosa faccio a casa mia, e questa cosa la tormenta.

Lei adora ancora oggi stare sulla veranda e cercare di capire dai rumori cosa sto facendo, se sposto qualcosa vuole sapere cosa, se apro una porta vuole sapere perché, se sente cadere un oggetto immagino che nella sua testa parta immediatamente un’indagine con tanto di ricostruzione della dinamica, a volte ho la sensazione che conosca i rumori di casa mia meglio di me.

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Un colpo secco? Sto spostando un mobile.

Un tintinnio? Sto preparando qualcosa.

Un rumore misterioso? Allarme rosso, bisogna indagare.

Il problema è che con gli addobbi natalizi i rumori non le bastavano più, voleva vedere, doveva capire, doveva sapere cosa stessi facendo fuori dalla mia porta e soprattutto quali meravigliose decorazioni stessi nascondendo dietro quei maledetti teli ombreggianti che evidentemente rappresentavano il più grave ostacolo mai posto tra una donna e gli affari della sua vicina.

Così si è sporta, quanto si sia sporta non lo so, da dove esattamente non lo so, cosa stesse cercando di vedere con tanta disperazione non lo so, so soltanto che il cotto era bagnato e a un certo punto la curiosità ha incontrato la forza di gravità.

E ha vinto la forza di gravità.

La signora è scivolata, è caduta e si è rotta un braccio.

Ora voi starete pensando quello che ho pensato io quando l’ho saputo, magari finalmente avrà capito che sporgersi per spiare gli addobbi natalizi altrui non è esattamente una necessità primaria, magari adesso si farà gli affari suoi, magari il gesso al braccio rappresenterà quel piccolo segnale dell’universo che aspettava da anni.

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Nope.

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