L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La consegna del pacco vibrante

Vi avevo lasciato in sospeso con il pacco Amazon dei vicini appoggiato sul mobile del mio ingresso.

Un pacco vibrante, dal contenuto ovviamente sconosciuto.

Per curiosità ho provato a capovolgerlo delicatamente, non sapendo cosa ci fosse all’interno, l’ho appoggiato su ognuno dei suoi sei lati.

Magia.

All’ennesimo capovolgimento si è finalmente spento.

Per riaccendersi da solo un paio d’ore dopo.

Alla fine, dopo un’altra mezz’ora di ronzio più o meno intenso, proprio mentre scrivevo il post precedente, il pacco ha iniziato lentamente a perdere energia.

Bzzz… brrrr… zzzz…

Rzzz… brz… z… br…

Poi più nulla.

Finalmente.

Del resto la batteria non poteva durare in eterno.

Meglio così, avrei potuto consegnarlo ai vicini senza più esitazioni.

Esco di casa e, mentre scendo le scale con il pacco tra le mani, sento un ultimo, leggerissimo sussulto, una vibrazione appena percettibile che si spegne nel giro di pochi gradini.

Forse era soltanto suggestione, ma avrei giurato che fosse il suo ultimo saluto.

Ecco un altro VDI:   Condividevo casa con Luca.

Suono il campanello.

Mi apre il vicino, gli si illuminano gli occhi, mi ringrazia, esce in fretta e si richiude la porta alle spalle.

Scende le scale insieme a me e, visibilmente emozionato, mi dice che deve andare subito a mettere sotto carica il nuovo arrivo, ma che lo farà in cantina perché non vuole ancora farlo vedere alla sua fidanzata.

È una sorpresa, dice.

Io mi limito a rispondergli:

“Caricalo bene mi raccomando, sai che le batterie arrivano sempre scariche proprio quando servono.”

Paraculo.

E poi, continuo a pensare, è comunque strano che un apparecchio elettrico si accenda da solo.

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